Fonte: Relazione Finanziaria Annuale 2016

Gli investimenti

In Italia, in un contesto di ripresa “povera di investimenti” (in quanto gli investimenti in impianti e macchinari non hanno ancora superato i livelli pre-crisi, a differenza degli altri maggiori paesi europei), il Gruppo FS Italiane ha mostrato, anche per il 2016, un trend in crescita (la spesa per investimenti complessivi realizzati dal Gruppo FS nel 2016 è stata di 5.950 milioni di euro, +8,2% rispetto al volume già molto elevato realizzato nell’anno 2015) confermandosi il principale investitore in Italia a sostegno dello sviluppo del settore trasporti, infrastruttura e logistica e contribuendo in modo consistente alla ripresa economica del Paese. 

Circa il 71% degli investimenti riguarda il settore operativo infrastruttura, nel cui ambito gli interventi realizzati da Rete Ferroviaria Italiana ammontano a 4.173 milioni di euro e quelli di TELT Sas, che è responsabile della realizzazione e della gestione della futura linea ferroviaria merci e passeggeri Torino-Lione, ammontano a 81 milioni di euro.

Tali investimenti si inseriscono nel quadro della "cura del ferro" fortemente sostenuta dal Governo e alla rinnovata centralità delle politiche pubbliche di investimento nelle infrastrutture del Paese (da ultimo, con l’inserimento nella Legge di stabilità di un fondo complessivo di 47 miliardi di euro, al quale si potrà attingere in misura significativa anche per le infrastrutture di trasporto). confermandoci il primo gruppo per volume di investimenti in Italia e contribuendo in modo consistente alla ripresa economica del Paese. 

RFI ha investito in maniera rilevante, oltre che in attività di mantenimento in efficienza della rete ferroviaria nazionale, nell’introduzione di tecnologie innovative per la sicurezza e la gestione della circolazione (SCMT, SCC, ERTMS, GSMR, ecc.), raggiungendo significative performance in tali ambiti. La società del Gruppo ha effettuato complessivamente investimenti per 4.173 milioni di euro nel corso del 2016, di cui 4.007 milioni hanno riguardato la Rete Convenzionale/AC e 166 milioni la Rete AV/AC Torino-Milano-Napoli. La spesa per investimenti e stata destinata per il 63% al mantenimento in efficienza dell’infrastruttura e a interventi diffusi sul territorio; per il 37% alla realizzazione di opere relative ai grandi progetti di sviluppo infrastrutturale (potenziamento di corridoi, aree metropolitane e bacini regionali).

Da sottolineare che 363 milioni di euro (circa il 9% della spesa complessiva) sono stati dedicati a interventi in tecnologie d’avanguardia.

Circa il 27% degli investimenti è relativo al settore operativo trasporto, per interventi dedicati al trasporto passeggeri su ferro e su gomma, sia in Italia che all’estero, e al trasporto merci.  In particolare Trenitalia contribuisce per 1.557 milioni di euro, Netinera Deutschland per circa 53 milioni di euro e le società del gruppo Busitalia, operative nel trasporto su gomma in Italia, per 24 milioni di euro.

Nel settore immobiliare si concentra circa il 2% degli investimenti del Gruppo, realizzati principalmente da Grandi Stazioni Rail e Centostazioni per il rilancio e la valorizzazione delle principali stazioni ferroviarie, progettate per diventare, in base alle previsioni del Piano Industriale 2017-2026 di Gruppo, veri e propri hub di mobilita integrata.

Nel prossimo futuro, il Gruppo intende confermarsi primo investitore nel Paese, con la previsione di effettuare nell’arco
di Piano oltre 94,5 miliardi di euro d’investimenti; simili volumi rappresentano un volano di crescita straordinario, non solo del Gruppo ma di tutto il Sistema Paese, con un effetto moltiplicatore sulle potenzialità di sviluppo economico di entrambi.

Sono 73 i miliardi di euro per le infrastrutture, 14 i miliardi per il materiale rotabile e 7 quelli previsti per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi, di cui 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei Contratti di Programma.

Il nuovo Piano Industriale di Gruppo stima la crescita dei ricavi dai 9 miliardi previsti a fine 2016 fino ai 17,6 miliardi nel 2026 e un EBIDTA che in 10 anni punta a crescere da 2,3 a 4,6 miliardi.

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